SAN COSTANZO

festa

In breve:

  • Dal 28/01/2018 al 29/01/2018




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SAN COSTANZO

 

Il 28 - 29 gennaio 2018 si rinnova la tradizione che celebra il patrono di Perugia, San Costanzo, vescovo e martire del II secolo D.C.

Un evento da non perdere dove saranno protagonisti il gusto, la spiritualità e la tradizione.

I festeggiamenti inizieranno il 28 gennaio 2018 con la “Luminaria”, un omaggio al Santo Patrono.

La processione partirà dal palazzo Comunale dei Priori alle 17:00 e percorrerà tutta la “Via Sacra” che collega la cattedrale di San Lorenzo alla basilica di San Costanzo, si passerà davanti alla chiesa di Sant’Ercolano e alle Basiliche di San Pietro e San Domenico.

Secondo la tradizione vengono portati al Santo cinque doni tra cui una corona d’alloro, il torcolo, il cero, il vin santo e l’incenso.

Alle 18:00 a San Costanzo, verranno celebrati i Vespri solenni presieduti dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti e vivacizzati dalla Corale della polizia municipale.

Inoltre sarà rinnovata la tradizione del cero e dei doni al Santo patrono dal Sindaco Andrea Romizi.

Il 29 gennaio la festa di San Costanzo proseguirà con la tradizionale mostra mercato in Borgo XX Giugno dalle 8:00 alle 20:00, dove verranno allestite le caratteristiche bancarelle di prodotti tipici ed artigianato.

Sarà anche l’occasione giusta per degustare il caratteristico Torcolo di San Costanzo, un dolce molto semplice fatto con pasta di pane lievitata, arricchita con canditi, anice, pinoli e uvetta.

Il dolce sarà offerto gratuitamente alle ore 12:00 in Corso Vannucci a chiunque voglia assaggiarlo per festeggiare questa ricorrenza.

Scarica la locandina dell’evento qui a fianco nella pagina.

Curiosità:

La leggenda vuole che il giorno di San Costanzo, una ragazza nubile per sapere se si sposerà entro l’anno, si rechi in chiesa per osservare il gioco di luci riflesse sulla sua immagine.

Se il Santo Patrono le farà l’occhiolino, allora entro l’anno si sposerà; altrimenti il fidanzato della ragazza le regalerà il tradizionale torcolo di San Costanzo per consolarla.

“San Costanzo dall'òcchjo adorno, famme l'occhjolino sennò n'c'artorno".



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